Miti e fake info sui capelli ricci e afro

Bentortat* in classe!

Oggi vi voglio parlare di una questione che mi sta molto a cuore perché riguarda un fenomeno che influisce tanto sulla capacità di prendersi cura adeguatamente del proprio capello riccio o afro: la mala informazione.

 

Da divulgatrice e digital creator passo online molto tempo e spesso mi imbatto in affermazioni errate o comunque incomplete. Non di rado poi queste mi vengono riportate durante le consulenze da persone che le avevano prese per giuste e che su esse avevano costruito una routine (ovviamente non efficace).

Dopo averne raccolto un elenco ho deciso di riportarvele qui, soprattutto per spiegarvi il perché della loro erroneità o incompletezza.

Premetto già che questo sarà un articolo “aperto” che aggiornerò con quello che sentirò o leggerò in futuro.

 

I capelli afro non crescono

FALSISSIMO. In assenza di disfunzioni del cuoio capelluto la fibra capillare CRESCE SEMPRE. Bisognerebbe ragionare piuttosto in termini di capacità di mantenere o meno integra la lunghezza, che è ciò che ci dà percezione di crescita.

Detto più semplice: a seguito della crescita la corsa del fusto si allunga, ma spesso e volentieri questo si spezza.

Ne deriva che tra le più importanti cose da fare per “far crescere i capelli” ci sia aiutare la fibra capillare a mantenere la propria lunghezza, che incrementerà man mano che emergerà dal bulbo pilifero.

 

Applicare i prodotti sul capello bagnato o addirittura che gocciola

MAI. Che siano maschere o balsami, leave-in idratanti o stylers, un capello ancora impegnato a “buttare fuori” non sarà in grado di portare dentro e assorbire quanto applicato, che scivolerà via insieme alla quantità di acqua che il capello sta ancora cercando di eliminare.

Sotto la doccia, dopo ogni risciacquo e prima di ogni applicazione successiva, preoccupatevi di strizzare i capelli premendo delicatamente e senza torcere (procedendo per sezioni). In questo modo si libererà spazio per assorbire il prodotto che verrà.

Ricordate però che è proprio lo stato inumidito del capello ad agevolare la penetrazione dei prodotti, soprattutto quelli senza risciacquo, quindi una nebulizzata di acqua a inizio procedura va sempre fatta.

 

Oli e burri idratano

L’affermazione NON è CORRETTA perché attribuisce a questi agenti un’azione che non svolgono ma che supportano. Applicate oli e burri naturali “a secco” e la vostra fibra, incapace di assorbirli adeguatamente, risulterà appesantita e irrigidita e quindi molto più propensa alla rottura.

Oli e burri sono protagonisti fondamentali per l’idratazione non perché la apportano, ma perché la sigillano. Quando parlo di sigillare intendo il creare di una pellicola idrofoba naturale intorno al fusto tale da impedire il passaggio all’esterno delle molecole d’acqua.

Sigillare l’idratazione e chiudere le cuticole (indicatori di porosità) non sono la stessa cosa, ma la combinazione in successione delle due azioni è ciò a cui dovremmo mirare nella nostra routine.

 

Il leave-in idratante non è indispensabile

ASSOLUTAMENTE FALSO. Premettendo che il momento in cui apportiamo più idratazione ai nostri capelli e ci assicuriamo che si sigilli bene è quello del wash day (lavaggio + trattamenti finali leave-in), il prodotto idratante senza risciacquo (che va poi sigillato) è il reintegratore indispensabile perché il capello arrivi al lavaggio successivo avendo perso meno agenti idratanti ed emollienti possibili.

Può avere diverse consistenze dallo spray al cremoso e ritengo che se applicato come primo prodotto la texture debba essere molto leggera in modo che possa fungere al meglio da apripista agli altri prodotti nutrienti, sigillanti o styling. Infatti la sua azione ammorbidente permette una manipolazione hair friendly e aiuta le cuticole ad aprirsi all’entrata dei prodotti successivi. Insomma, senza non andate da nessuna parte se non verso il disastro.

La procedura che ritengo più valida per il refresh dell’idratazione è il metodo LOC che si basa sulla successione LIQUIDO (agente idratante) – OLIO (agente sigillante dell’idratazione) – CREMA (agente idratante e nutriente di rinforzo).

Esiste una versione molto amata da chi ha porosità bassa e/o capelli fini, la LCO, che prevede la sequenza LIQUIDO (agente idratante) – CREMA (agente idratante e nutriente di rinforzo) – OLIO (agente sigillante dell’idratazione).

In base a che il capello sia riccio o afro, alla sua porosità e alla sua texture, i prodotti possono cambiare per tipologia, consistenza e ingredienti principali ma non le loro proprietà e il primo step deve sempre essere quello idratante (L).

Qui trovate un approfondimento sull’argomento.

 

Il co-wash non va utilizzato sui capelli afro

FALSO, anzi in alcune circostanze deve essere tra gli attori principali della routine.

In generale, sulla scelta dei prodotti da utilizzare influiscono tanti fattori che sarebbero troppo lunghi da elencare, però tengo a sottolineare che uno stesso può essere collocato nelle routine di capelli dalle diverse tipologie e caratteristiche, ovviamente con modi e tempi di utilizzo ad hoc.

Nel caso specifico del curl pattern afro, il co-wash è un prodotto che aiuta molto ad eseguire lavaggi delicati intermedi tra un wash time completo e l’altro senza disidratare eccessivamente la fibra capillare e indebolire il cuoio capelluto.

 

Iniziate a prendere nota di queste cose intanto, arriveranno aggiornamenti!

Alla presto,

A.

 

 

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